La Borsa 2.0: c’è posto perfino per FarmVille

Da Linkiesta del 2 luglio 2011

Giocate a FarmVille? Perdete tempo con MafiaWars? Siete cittadini di CityVille? Se le applicazioni ludiche per Facebook fanno parte della vostra vita, se vi divertite o non riuscite a farne a meno, sappiate che presto non sarà più solo un gioco. O meglio, per voi continuerà ad esserlo: ma per Zynga, la società che ha inventato questi ed altri giochi per Facebook, il vostro tempo (speso lì) diventerà davvero denaro. Già, perché Zynga è il prossimo colosso dell’era 2.0 pronto a sbarcare sul mercato americano. E in molti (ma non troppi) si ricordano ancora cosa successe un’epoca fa, quando Internet passò dall’essere signore dei mercati a zavorra nelle tasche di tanti investitori. Continua a leggere

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47 miliardi non bastano, mercati tiepidi con l’Italia

Da Linkiesta del 1 luglio 2011

La manovra finanziaria italiana è stata accolta con molta freddezza dai mercati internazionali. Il monito più duro arriva da Standard & Poor’s, che spiega a chiare lettere come le misure adottate dal Governo italiano non sono sufficienti a ridurre il rischio di un declassamento. Ma cresce il malumore negli ambienti finanziari, dopo i 47 miliardi di euro di tagli lineari e non strutturali, come richiesto dagli investitori. In Italia, Piazza Affari festeggia grazie al comparto bancario, ma sul mercato obbligazionario la tensione non diminuisce. Continua a leggere

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I 47 miliardi di austerity per non essere Atene

Da Linkiesta del 30 giugno 2011

Dopo una riunione durata più di cinque ore, la manovra economico-finanziaria 2011-2014 è arrivata. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha spiegato, nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, come sarà articolata l’austerity in salsa italiana. I 47 miliardi di euro di tagli dovranno evitare che l’Italia possa entrare nella spirale della crisi europea dei debiti sovrani. Ma ci sono già i primi dubbi sulla reale efficacia della correzione di bilancio, che a una prima analisi sembra composta solo da sforbiciate lineari e non strutturali, come richiesto invece dall’Unione europea. Continua a leggere

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Tasse, tutte le promesse non mantenute dal Cavaliere

Da Linkiesta del 25 maggio 2011

«La gente è stanca della vessazione fiscale, è ora di fare la riforma». Parole di oggi, parole di Silvio Berlusconi. Diciassette anni fa il primo annuncio. «Arriverà l’aliquota unica al 33%». Era il 1994 e Silvio Berlusconi si affacciava per la prima volta sulla scena politica italiana. Oggi l’ultimo rilancio, l’ennesimo di lunga lista. Eppure, guardando il calendario, non devono stupire queste dichiarazioni. In tempo di elezioni, ogni promessa è valida. E quelle sulle imposte sono sempre le più funzionali allo scopo ultimo: vincere la tornata elettorale. Continua a leggere

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Ritorno alla dracma: ora è Bruxelles a dirlo

Da Linkiesta del 25 maggio 2011

Dopo le indiscrezioni nelle sale trading, dopo le sparate della stampa tedesca, ecco che arriva una voce ufficiale. «Sono costretta a parlare apertamente. O siamo d’accordo con i nostri creditori per un programma di significativi sacrifici … o si torna alla dracma». A dirlo è l’ellenica Maria Damanaki, commissario europeo alla Pesca. Pesante la reazione della moneta unica, tornata sotto quota 1,41 nel cross contro il dollaro. Alle parole della Damanaki risponde il portavoce del governo greco Georges Petalotis, che esclude ogni possibilità di uscita dall’eurozona. «No, non c’è una simile discussione in corso», ha detto Petalotis. Eppure, almeno per i mercati finanziari, non è così remota. Continua a leggere

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Così gli speculatori si sono arricchiti con Fukushima

Da Linkiesta del 19 aprile 2011

Tokyo electric power company, la società elettrica nipponica che gestisce la centrale nucleare di Fukushima, è nel pieno di un mistero finanziario. La Financial services agency (Fsa), la Consob giapponese, sta controllando le negoziazioni del titolo Tepco dal 3 aprile a oggi. Uno è l’obiettivo: capire se ci sono state delle manipolazioni per aggirare l’occhio dei regolatori di Tokyo. Fa discutere infatti il massiccio rastrellamento di azioni compiuto da Hong Kong, pari a circa 600 milioni di dollari, avvenuto nelle ultime due settimane. Non è escluso che la movimentazione sia stata organizzata ad hoc per evitare un ulteriore crollo del titolo, passato da quasi 2.200 yen del 10 marzo scorso ai 292 del 4 aprile. Continua a leggere

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La Grecia è fallita. Dimentichiamoci gli otto miliardi

Da Linkiesta del 18 aprile 2011

La Grecia ristrutturerà il suo debito. Ormai mancano solo gli ultimi dettagli, ma è certo che Atene non può più sopravvivere nel suo attuale stato. Troppo elevati i rendimenti dei titoli di Stato, troppo lento il consolidamento del debito pubblico, troppe le pressioni tedesche a una veloce risoluzione capace di far voltare pagina ad Atene. A patirne saranno soprattutto chi finora ha versato al Pireo le quote dei 110 miliardi di euro dell’intervento di Ue, Banca centrale europea (Bce) e Fondo monetario internazionale (Fmi). Fra questi, l’Italia. Dopo gli oltre 8 miliardi di euro dati alla Grecia nei mesi scorsi, si prospetta una nuova spesa per il Tesoro. Secondo un calcolo di Goldman Sachs, il nostro Paese dovrà dare almeno 60 miliardi di euro a Bruxelles per la nascita del fondo salva-Stati European stability mechanism (Esm), operativo dal 2013. Erogazioni che, considerata l’attuale crisi dei debiti sovrani, assomigliano sempre più a una mera donazione. Continua a leggere

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