Fate la spia su Evasori.info

Da Il Riformista del 21 marzo 2010

La crisi economica stimola l’ingegno contro gli evasori fiscali. Negli Stati Uniti il fisco ha aperto un numero telefonico con cui ogni cittadino può denunciare chi non paga le tasse. Il tutto dietro lauto compenso. In sostanza, una taglia sul capo, capace di fruttare fra il 15 e il 30 per cento della somma non versata all’Erario. In Francia si sta studiando un nuovo sistema per i pagamenti negli esercizi commerciali. Su ogni scontrino fiscale, uno sconto per le future spese. Così, dicono gli ispettori delle Finanze di Parigi, «il cliente è incentivato a richiedere l’emissione dello scontrino». Ma uno dei metodi più singolari per scovare chi evade arriva dall’Italia.
Il sito web Evasori.info permette di segnalare via internet il luogo dove s’è perpetrata la frode, con tanto di visualizzazione sulla mappa telematica. Al grido di «Chi evade deruba anche te!» un anonimo docente universitario d’informatica che lavora in un ateneo estero ha messo in piedi un network contro l’evasione. È possibile segnalare in tempo reale la violazione della legge, con tanto di coordinate geografiche. Dopo l’invio della propria esperienza questa sarà visibile su una mappa. «Tre ore fa sono stati evasi 9 euro in un bar a Firenze», recita uno dei messaggi dei navigatori. Presente anche su Facebook e Twitter, Evasori.info è l’ultima frontiera della lotta tributaria. In tempo reale è possibile controllare quali esercizi commerciali sono virtuosi e quali no. Il tutto in forma anonima.
Intanto, il fisco italiano ha deciso di aumentare le restrizioni intorno a San Marino. Tutti gli individui in affari con il Titano dovranno comunicare mensilmente i dati delle singole transazioni effettuate, comprensive del codice fiscale della controparte sammarinese.
Negli ultimi anni l’Internal revenue service (Irs), l’erario statunitense, è stato oggetto di pesanti critiche. Il numero in costante ascesa degli evasori ha iniziato a essere un problema per il presidente Barack Obama. Ma dagli uffici dell’Irs è arrivata la risposta. “Mettiamo una taglia su ogni soggetto, fisico o giuridico, che non versa le imposte”, avevano proclamato nel 2006. Detto, fatto, con tanto di aliquote differenti per la ricompensa, a seconda dell’entità del patrimonio scoperto. Il bonus scatta solamente a due condizioni: cifra recuperata superiore a due milioni di dollari e reddito dell’evasore non inferiore a 200mila dollari annui. Con questi requisiti, il soggetto che denuncia potrà giovare di un compenso che va dal 15 al 30 per cento dell’importo evaso.
La risposta è stata stupefacente. Se nell’ultimo trimestre del 2007 l’emersione dei grandi evasori era stata di 46 individui, con la nuova possibilità si è arrivati a oltre 1.200 nell’arco di nove mesi. E adesso Obama sta pensando anche a pubblicizzare il metodo sui principali network nazionali. Ma quell’americano non è il solo caso di rivolta dei contribuenti contro gli evasori.
Altro esempio a cavallo fra taglia e ricatto è quello dei dischetti rubati. Prima il Liechtenstein, ora la Germania, poi (forse) la Francia. Le vie telematiche per il recupero dei dati sensibili degli evasori passa anche attraverso il furto. I più propensi sono i dipendenti delle banche, fra i pochi ad avere accesso ai mainframe del back office. Hervé Falciani, ex dipendente del colosso inglese HSBC, è stato fra i primi casi di insider a collaborare coi governi. E spesso, come nel recente caso tedesco, i dischetti hanno una quotazione molto elevata. Il cancelliere Angela Merkel era disposta anche a superare la richiesta di 2,5 milioni di euro per ottenere i dati degli evasori. E secondo il quotidiano francese Les Echos anche a Parigi stanno pensando di comprare i riferimenti dei conti esteri dei propri cittadini. Sarebbe infatti in circolo un nuovo cd di evasori.
Ma la Francia potrebbe creare un precedente importante sugli scontrini fiscali. Si stanno analizzando le opportunità di legare ogni ricevuta commerciale a una serie di sconti immediati. In questo modo, il cliente dovrebbe avere un incentivo a ricordare all’esercente di battere lo scontrino. In questo modo, secondo il fisco parigino, potrebbero essere recuperati oltre «25 miliardi di euro».
Differente il caso italiano. Il giro di vite effettuato da Agenzia delle entrate e ministero dell’Economia ha avuto immediatamente i suoi frutti. Merito anche della Guardia di Finanza e dell’attivazione dello scudo fiscale. Questo sistema ha incentivato i titolari di conti esteri non dichiarati all’emersione. Sono stati scovati 95 miliardi di euro e la cifra aumenterà ancora a seguito del rinnovato periodo utile di scudo.
La recessione ha bruciato denaro su denaro. Da quando è scoppiata la bolla immobiliare statunitense, nel 2007, le sperequazioni della distribuzione della ricchezza sono aumentate a dismisura. L’opinione pubblica si è scagliata contro banchieri ed evasori. I primi per via dei loro compensi, i secondi a causa delle frodi tributarie compiute a danno della collettività. I meccanismi sociali intorno all’evasione, complice un intenso battage istituzionale, hanno raggiunto un livello difficilmente sperimentato in passato. I singoli governi hanno compreso la tendenza in corso e hanno spinto sull’acceleratore della moral suasion fiscale. E i cittadini hanno reagito. La nascita di realtà come Evasori.info ne è l’esempio.

About Fabrizio Goria

Financial reporter @ Linkiesta, book reviewer @ Il Sole 24 Ore, correspondent from Italy @ Turkish radio & television
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2 risposte a Fate la spia su Evasori.info

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  2. laki19701970@yahoo.it scrive:

    COME MAI CHE TUTTI GLI AMBULANTI CON I CHIOSCHI MOBILI SULLA SPIAGGIA DI SOTTOMARINA VENEZIA NON EMETTONO SCONTRINI FISCALI E SI CHE A CONTI FATTI VIAGGIANO A 800 EURO L’ORA TUTTO IN NERO COME MAI LA GUARDIA DI FINANZA DI CHIOGGIA NON CONTROLLA

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