Jesse James, il papà centauro che ha tradito Sandra Bullock

Da Il Riformista dell’11 aprile 2010


Erano una delle coppie più amate di Hollywood. Ora sono uno degli esempi della sua dissolutezza gossippara. Sandra Bullock, novella premio Oscar per The Blind Side, e Jesse Gregory James, pronipote del leggendario bandito del West e costruttore di moto, si stanno separando. In mezzo, una storia di tradimenti, presunti rehab per disintossicarsi dall’erotomania, sex tape rubati e tanta ipocrisia di fondo. Fra gomme bruciate, highway e benzina, ecco chi è l’uomo più chiacchierato d’America.
Nato nel 1969 a Lynnwood, California, Jesse è un ragazzino precoce. All’età di 13 anni inizia a frequentare gli istituti correttivi della sua contea. «Bravate, più che altro, come il furto di un’auto solo per correre lungo le main street delle cittadine, salvo poi restituirle ai legittimi proprietari», spiegano i suoi amici più intimi, quelli che anche oggi gli sono rimasti fedeli. Il nostro viene preso di mira a scuola per la sua altezza, insolitamente elevata per la sua età. Gli sbeffeggi si fanno pesanti e lui si chiude in se stesso. Gli piacciono hard rock e metal. Comincia a frequentare i concerti, ma non dimentica gli studi. Trova una sua dimensione facendo, intorno ai 18 anni, il buttafuori per band come Danzig, Slayer e Soundgarden. È il suo turning point, dato che può conciliare aspetto ludico (la musica) con quello utilitaristico dei soldi (che serviranno per la scuola). Finirà alla University of California, la celebre UCLA. A un concerto conosce il mondo dei tatuaggi – il primo proprio a 17 anni – e della Kustom culture, fatta di macchine truccate in stile Fifty, hot rod e Harley Davidson.
Il punto di svolta sono proprio le motociclette. In California c’è un detto: «Solo le Harley Davidson riescono ad arrivare sane e salve a Los Angeles partendo da New York». Robuste, scorbutiche e violente, il massimo per qualsiasi ragazzino sognatore. Il mito Harley permea la mente di Jesse che può trovare uno sfogo creativo. Inizia così, dopo la scuola, a costruire moto. Riesce a recuperare un vecchio telaio rigido e un motore Shovelhead, quasi da rottamare. La madre di Jesse cerca di dar poco conto alla nuova passione del figlio, immaginando che possa essere una mania passeggera. Ma il ragazzo è bravo e le sue creazioni si fanno notare per l’originalità e l’oltranzismo stilistico. Nel 1992 nasce, nel garage materno, West Coast Choppers, un marchio destinato a mutare per sempre il concetto di Harley Davidson.
Le sue non sono moto barocche come molto spesso accade nel mondo del custom. Le linee sono pulite, i motori potenti e sovradimensionati rispetto alle produzioni di serie, le gomme posteriori sono enormi e volte a scaricare a terra la coppia delle moto di Jesse. Wsc diventa presto un brand famoso. Presenta i suoi modelli a Daytona e Sturgis, fra i più importanti raduni motociclistici mondiali. Ed è un successo immediato. Indimenticabile per gli appassionati è la Diablo. «Il bicilindrico sembra quasi sospeso fra l’asfalto, le ruote e quell’incredibile opera d’arte che è il manubrio con i riser a rivoltella», dice Jay Leno, istrionico nume tutelare della tv Usa.
Al contrario dello stile custom della costa Est, più nudo e rude, James crea l’apoteosi del chopper di Dennis Hopper in Easy Rider in versione ipervitaminizzata-California Style. Gioca con le parti in alluminio billet ricavato dal pieno, coi cerchi in lega forgiati e coi i dettagli. A parte il manubrio coi supporti che ricordano una Colt (nemmeno troppo velato riferimento alle sue origini), James è un mago dell’aerografo. Croci di Malta, Fiamme, pin-up e teschi: ecco i tratti distintivi dei chopper versione 2.0 che costruisce James. Non è un caso che fra i primi ad accorgersi delle sue moto siano gli sportivi yankee. Jesse non è particolarmente contento di vedere Shaquille O’Neal, Payton Manning o Allen Iverson che si fanno ritrarre di fianco ai suoi gioielli. Benché sia molto eccentrico, è un ragazzo timido: ha paura che West Coast Choppers possa essere snaturato dall’influenza modaiola.
Tutto cambia con la televisione. I tycoon della tv via cavo si accorgono che potrebbe interessare un programma televisivo sulle Harley. E così chiamano il migliore sulla piazza, Jesse. Discovery Channel decide di puntare molto sul ragazzone di Lynnwood e studia un programma ad hoc per lui, Motorcycle Mania. Il concetto è semplice: una sorta di documentario sul lavoro quotidiano di Jesse. In pratica, un Big Brother in salsa custom. Il successo è strepitoso. Per Jesse, che non ha dimenticato la famiglia, si apre un mondo di possibilità. I soldi non mancano, ma il suo carattere burbero non viene livellato. Timido era, timido rimane, ma qualcosa cambia.
Karla James, la ragazza che aveva sposato nel 1991, chiede il divorzio nel 2002. «Troppa megalomania, troppo poco tempo per me», dice a E! Entertainment. Jesse si sfoga nel lavoro, ma chiede (e ottiene) la custodia dei due figli, Chandler e Jesse Jr. Sono gli anni delle sue migliori creazioni. El Diablo e Dominator divengono veri e propri oggetti di culto fra i motociclisti. Perfino gli Hell’s Angels, lo storico e discusso motorcycle club, cominciano a guardare i lavori di James. Ne nascerà un’amicizia che ancora oggi dura. Del resto, il suo mondo è quello degli outlaw, i fuorilegge della strada. E proprio su di essa incontra la sua seconda moglie.
Janine Lindemulder, attrice pornografica molto celebre negli Usa dopo un video con la punk-rock band Blink 182, sposa Jesse nel 2002. Tutto viene ripreso dalle telecamere di Discovery Channel in Motorcycle Mania 3. Non è un bel vedere. I problemi iniziano fin da subito e Janine cambia atteggiamento dopo il matrimonio: da dolce fanciulla diventa quella che Jesse definisce «una iena isterica». Durante la trasmissione sferra a James un vaso da 30mila dollari solo perché «non c’era più ketchup in frigo». La relazione va avanti, anche grazie alla figlia che nel frattempo è nato, Sunny.
La vena creativa di Jesse diminuisce e le sue nuove moto diventano sempre meno frequenti. James abbraccia la bottiglia e decide di mollare, dopo due anni, Janine. «Era solo una fottuta attricetta in cerca di gloria, che evade le tasse e mi ha costretto alla reclusione per le sue fottute inadempienze fiscali. L’unica cosa buona che ho fatto con lei è Sunny che ora voglio stia con me», dirà ai giornalisti due giorni dopo la separazione.
Nel 2005 incontra Sandra Bullock durante la registrazione di una puntata del nuovo programma Monster Garage, dedicato alle auto “hot rod”. Colpa del figlio di lei, appassionato di moto. Jesse molla subito la troupe e chiede di abbandonare il progetto televisivo. È follemente innamorato di Sandra, a tal punto che chiede anche di poter adottare il figlio, insieme agli altri. E torna lo stimolo a costruire chopper da 100mila dollari. Ma ritorna anche la voglia di tv. Nasce su Spike tv Jesse James Is A Dead Man, in cui lui prova a battere gli stuntman nelle prove più spettacolari. Prima puntata: due milioni di spettatori. Jesse è di nuovo in pista.
Il resto è storia recente. Per una pubblicità di West Coast Choppers si presenta ai provini Michelle “Bombshell” McGee, modella estrema e spogliarellista. Lei gli chiede un autografo e scatta la scintilla per via della comune passione per i tattoo. Si rivedono a una convention di tatuaggi e complice l’alcool, si lasciano andare a una notte di passione. La McGee racconta tutto ai giornali e Jesse chiede pubblicamente scusa alla Bullock «per non aver avuto il giudizio necessario per evitare questa situazione disdicevole». E spiega che non vuole per nulla al mondo «perdere l’amore dei suoi figli». Per ora, il perdono della Bullock non è ancora arrivato. Ma secondo i gossip di Hollywood non è così lontano.

Informazioni su Fabrizio Goria

Financial reporter @ Linkiesta, book reviewer @ Il Sole 24 Ore, correspondent from Italy @ Turkish radio & television
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