Da Il Riformista del 18 settembre 2010
Chi pensava, forse con un pizzico di presunzione, che la crisi europea dei debiti sovrani fosse ormai un ricordo dovrà ricredersi. I 110 miliardi di euro elargiti alla Grecia da Bruxelles e Fondo monterario internazionale, avverte il Wall Street Journal, potrebbero aumentare. Colpa della situazione di stress che sta vivendo Atene, coinvolta in un’austerity che sta generando più danni che benefici. Il sistema bancario è vicino al collasso e le sempre più frequenti emissioni obbligazionarie del Tesoro ellenico stanno registrando un appeal solamente fra gli amanti del rischio estremo, cioè i fondi hedge. Il ministro delle Finanze George Papaconstantinou al Financial Times ha cercato di placare la furia ribassista dei mercati, invano.
Se Atene piange, Dublino non ride. L’Irlanda, dopo l’asfittico andamento di Anglo Irish Bank e dell’intero sistema bancario, è sul punto di chiedere il sostegno finanziario del Fmi. E a dirlo non sono le sale trading della City o di Wall Street, ma l’Irish Independent, il principale quotidiano dell’isola. Prontamente è giunta la smentita del governo di Brian Cowen. Questa però non è bastata a calmierare la tensione dei mercati finanziari, che hanno aumentato le scommesse contro l’Irlanda.
Il Fondo monetario ha preferito declinare ogni commento, ma c’è una certezza. Gli ispettori dell’istituzione di Washington la prossima settimana saranno sia ad Atene sia a Dublino. E non saranno visite di piacere.
