Fra ieri e oggi è arrivato il downgrade del debito sovrano di Dublino da parte dell’agenzia di rating Moody’s. Si tratta di una sforbiciata corposa, cinque notch da Aa2 a Baa1, che però non deve far saltare sulla sedia. Anzi, era perfino troppo ottimistica l’attuale condizione del rating irlandese. In tutta franchezza, un livello come quello di Aa2 era assolutamente incoerente con lo stato del sistema economico-finanziario dell’isola. L’esempio di questo è che, parlando con molti analisti, ho ravvisato in loro una sostanziale tranquillità per questo downgrade.
Il deficit oltre il 32 per cento del Pil, un’economia interna in subbuglio, la cristallizzazione del sistema bancario, l’instabilità politica, un’indebitamento privato in aumento: sono questi i motivi che hanno spinto Moody’s a modificare il proprio giudizio su Dublino. E non dovrà nemmeno stupire un ulteriore peggioramento nei prossimi tre mesi. Le difficoltà irlandesi si notano anche nell’andamento dei Cds sulla piattaforma CMAVision, che oggi hanno avuto un incremento del 5,18 per cento, cioè 29,01 punti base, fino a raggiungere quota 589,38 punti. Vale a dire che per assicurarsi contro l’insolvenza di un bond quinquennale di Dublino del valore di 10 milioni di dollari, servono quasi 590mila dollari l’anno. In tanti grideranno allo scandalo, ma fra gli operatori di Borsa si sa già come andrà a finire. Molto probabilmente Grecia e Irlanda dovranno ristrutturare il proprio debito. Se non nella prima metà del 2011, nella seconda.
E poi? E poi toccherà al Portogallo e, forse, alla Spagna. L’Ue ha cercato di porre un freno all’aggressività degli investitori istituzionalizzando il fondo salva-Stati, ma l’impressione generale nella City è che sia solo un placebo. Troppo arcano il meccanismo di attivazione, troppo lontano il momento dell’effettivo varo (giugno 2013). Da risolvere, e in fretta, c’è prima un altro problema. Occorre arginare questa crisi debitoria che non è più solamente un focolaio nel Peloponneso o nel Mare d’Irlanda. E’ un vero e proprio incendio divampato nel cuore dell’Europa e in cui nessuno è al sicuro. Ora più che mai il giugno 2013 sembra davvero troppo lontano per stare tranquilli.
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ieri c’è stato un adc della BCE. A che pro? E dove prenderanno i soldi la banca d’Italia, la banca centrale irlandese e quella greca?
Già. Il vero problema è che così si aumentano solo le situazioni debitorie. Banca d’Italia metterà poco meno di 630 milioni di euro, ma sono comunque tanti in questi periodo. L’obiettivo della Bce? Stabilizzare l’instabilizzabile… Dubito che questa pandemia sarà frenata da un’adc…
secondo te, perchè la BCE non ha fatto la cosa più
semplice: decidere un adc e poi stampare i soldi (quantitative
easing) ?