La Volcker Rule fra trasparenza e più concorrenza

Da Il Riformista del 9 febbraio 2010

L’universo bancario è al centro del mirino degli organi di regolamentazione. La newyorkese Goldman Sachs, dopo la pubblicazione dei maxi compensi del suo Ceo Lloyd Blankein, sta subendo un’indagine da parte della Sec per il bailout di American International Group, costato 180 miliardi di dollari. Intanto, aumenta la discussione istituzionale intorno alla Volcker Rule, la riforma finanziaria promossa dal presidente Barack Obama. Fra le varie proposte, spiccano quelle che chiedono un aumento della trasparenza sulle attività, rispetto a un giro di vite normativo.
L’idea del super consulente economico di Obama, l’ex presidente della Federal Reserve Paul Volcker, è semplice. L’obiettivo è quello di limitare l’espansione del concetto “Too big to fail”, cioè la presenza di realtà bancarie così grandi da scatenare una crisi sistemica al loro fallimento. E gli strumenti per realizzare tale scenario sono quelli normativi. La Volcker Rule prevede che i collaterali all’attività bancaria tradizionale siano il più possibile ridotti. Questo si traduce nel divieto del proprietary trading (compravendita di titoli, commodities, valute e derivati con i propri soldi), del private equity e dell’hedge funding.
In ambito accademico c’è una netta divisione fra contrari e favorevoli. I primi hanno paura che si torni di fatto al Glass-Steagall Act del 1933, che divideva banche commerciali e banche d’investimento. I secondi chiedono regole più stringenti e una maggior sorveglianza. Ma ci sono alcune soluzioni intermedie, capaci di tenere conto dell’intensa integrazione fra il mondo dei servizi finanziari e quello bancario in senso stretto. E non si tratta di un’interconnessione da poco, dato che un colosso come Citigroup ha potuto espandersi proprio tramite attività non tipicamente bancarie. Come lei, tutte gli altri istituti di credito statunitensi hanno saputo trarre giovamento dal Gramm-Leach-Bliley Act, la nuova disciplina introdotta nel 1999 che abroga il Glass-Steagall Act.
Un esempio di proposta sostenibile è quello di Kevin Warsh, membro del board della Fed. In un paper dello scorso 3 febbraio, Warsh ricorda che «la regolamentazione dei sistemi finanziari è uno degli obiettivi cruciali per evitare nuove crisi sistemiche». Ma per l’economista non si deve correre il rischio di provocare «un ingarbugliabile complesso normativo incapace di guardare ai veri punti deboli del sistema». Il piano che propone Warsh si articola su tre punti: trasparenza informativa sugli asset delle istituzioni finanziarie, più concorrenza e maggiori requisiti patrimoniali. Per lui «non ci devono più essere società finanziarie che sono palesemente supportate dal Governo», dato che questi atteggiamenti paternalistici riducono la competizione fra imprese.
Simile la visione di Alberto Giovannini, amministratore delegato di Unifortune management. In un recente paper del Centre for Economic Policy Research Giovannini spiega che un passo avanti rispetto a quanto definito da Warsh e Obama si può fare. Senza riportare in auge il Glass-Steagall Act, pensa che sia necessario che il piano di riforma sia basato su due pilastri: trasparenza totale sulle attività degli intermediari finanziari e ridefinizione dei ruoli delle banche commerciali e d’investimento. Il tutto nell’ottica di evitare nuove ondate epidemiche di svalutazioni e gestire nel modo più efficiente due importanti categorie di rischio, controparte e liquidità. Lo scopo, anche in questo caso, è quello di scongiurare crisi sistemiche, cioè l’effetto domino che abbiamo potuto vedere con la bancarotta da 691 miliardi di dollari di Lehman Brothers.
Che non sia facile regolamentare un sistema intricato come quello bancario ne è convinto anche Alberto Bisin, docente di Economia alla New York University. Al Riformista spiega che «è estremamente complesso» dividere le attività tradizionali da quelle collaterali. Tuttavia, «è importantissimo che se ne parli», spiega. «Lì sta il punto: se le banche sono troppo grandi e interdipendenti ogni impegno da parte del regolatore a non salvarle in caso di crisi non è credibile», continua Bisin. Questo meccanismo fatto di moral hazard e interconnessioni porta quindi gli istituti di credito a sottovalutare il grado di rischio che si assumono. Anche lui concorda sul fatto che occorre un giro di vite per eliminare le asimmetrie informative. Una buona soluzione per Bisin sarebbe quella di richiedere agli istituti di credito una «maggior trasparenza delle operazioni al di fuori dell’attività bancaria pura».
Nel frattempo la banca più performante di Wall Street, Goldman Sachs, è coinvolta in una bufera giudiziaria. Secondo la US Securities and Exchange Commission, l’equivalente americana della Consob, la banca guidata da Blankfein avrebbe contribuito a rendere insolvente AIG. Colpa dei Credit default swap, le polizze contro il fallimento di un asset, che Goldman aveva in portafoglio. Secondo gli inquirenti la banca avrebbe richiesto intenzionalmente il pagamento dei Cds sottoscritti per complessivi 2 miliardi di dollari nel 2007. L’operazione avrebbe ridotto i margini di AIG, aumentandone le passività e costringendo l’intervento federale. Un altro esempio dell’interdipendenza che contribuisce ad aumentare il rischio sistemico.

About these ads

Informazioni su Fabrizio Goria

Financial reporter @ Linkiesta, book reviewer @ Il Sole 24 Ore, correspondent from Italy @ Turkish radio & television
Questa voce è stata pubblicata in Borse & Mercati, Economia, Finanza, Macro e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...